Layout del blog

L’assistente specialistico come risorsa nella scuola:

il contributo della psicologia della salute

di Natascia Accetta, Ilaria Silvi, Annamaria Tupputi, specialiste in Psicologia della Salute

Quasi 300 mila gli alunni con disabilità che hanno frequentato le scuole italiane nell’anno scolastico 2019-2020, 13 mila in più rispetto all’anno precedente, il 3,5% degli iscritti, con un incremento percentuale, ormai costante negli anni, del 6%. Questa la fotografia dell’ISTAT[1] sul tema dell’inclusione scolastica in Italia, che mette in risalto anche lo scenario drammatico che l’epoca pandemica ci lascia. Con la Didattica a Distanza (DAD) infatti i livelli di partecipazione sono diminuiti sensibilmente, considerando che il 23% degli alunni con disabilità (circa 70 mila) non ha preso parte alle lezioni. L’attivazione della DAD per l’emergenza da Covid-19 ha impedito il raggiungimento di uno degli obiettivi perseguiti dalla scuola inclusiva ancor prima dell’apprendimento, la socializzazione, negando la possibilità di relazionarsi con i compagni, di accedere a spazi e tecnologie adeguate, di essere sostenuti da figure competenti opportunamente formate. Storicamente[2], è importante sottolineare che gli obiettivi portati avanti dalla Scuola italiana, sono quelli di favorire il benessere degli individui, tutelare la difesa dei diritti, dell’integrità psico-fisica, sociale e culturale.

 

A tal proposito, l’Assistente Specialistico all’autonomia e alla comunicazione per alunni disabili (AS) è una figura professionale già inserita all’interno dell’istituzione Scuola, che affianca il corpo docenti nel processo di promozione delle risorse dei discenti. 

L’AS si dedica nello specifico ai processi di apprendimento (attraverso l’utilizzo di strumenti compensativi e l’adozione di misure dispensative) e alla socializzazione dell’alunno ed interviene per potenziare le sue capacità, l’autonomia e la gestione degli aspetti cognitivi e relazionali, svolgendo all’interno del gruppo classe una funzione intermediaria e integrativa. Collabora con altre figure presenti nel contesto (docenti curriculari, insegnanti di sostegno e personale ATA), non sovrapponendo compiti e funzioni ma valorizzando i diversi ambiti di competenza, nell’ottica di co-costruire un progetto formativo ed educativo operativo. 

È in rapporto con i servizi sociali e sanitari di riferimento dell’alunno e instaura una relazione con la famiglia, creando spazi di confronto in cui riconoscere criticità, analizzare i bisogni dell’alunno e concordare obiettivi raggiungibili. 

Seppur negli ultimi venti anni questi operatori specializzati, finanziati dagli enti locali, siano passati dai 4.800 del 1998 ai 57.000 attuali, risultano ancora carenti rispetto al fabbisogno richiesto e al conseguente miglioramento della qualità dell’offerta formativa. Si pensi che il rapporto alunno/assistente è di 5,5 alunni ad assistente (5,5/1) nel Mezzogiorno, toccando gli oltre 11 alunni a singolo operatore (11/1) in Campania e Molise[3].

 

Nella nostra esperienza lavorativa come AS, la formazione in psicologia della salute ci ha aiutato a maturare una piena consapevolezza della coesistenza di diversi livelli, incarichi, compiti, ruoli istituzionali che interagiscono tra loro (lavoro nel contesto e riconoscimento delle diverse figure presenti); abbiamo compreso lo spazio entro cui muoversi, così come le modalità di comunicazione e dialogo con i diversi attori coinvolti (lavoro di rete essenziale). 

La visione della psicologia della salute, che comprende un approccio dinamico-evolutivo[4], co-costruttivo[5] e sistemico[6], aiuta a considerare la “diversità” come una ricchezza e uno stimolo per studenti e insegnanti; la diagnosi [dal gr. διάγνωσις, dal tema di διαγιγνώσκω «riconoscere attraverso»] una chiave con la quale conoscere e riconoscere l’altro, comprendendone il funzionamento psichico, cognitivo comportamentale e socio-affettivo. Si superano in questo modo le rigidità difensive relative a qualcosa da conservare per lasciar spazio a un cammino in cui domina il cambiamento, puntando sempre alla scoperta di risorse.

La diagnosi funzionale potrebbe essere ad esempio uno stimolo iniziale per creare momenti di confronto con la famiglia, l’allievo, lo psicologo scolastico, i docenti curriculari e di sostegno, integrando le informazioni spesso percepite come frammentarie, al fine della stesura del PEI (Piano Educativo Individualizzato). Realizzare opportunità concrete e non fondate sulla retorica o solo sull’operatività riparativa e di soccorso, porre attenzione ai processi e alle relazioni, attivare la partecipazione sono compiti complessi che richiedono un continuo processo di messa in discussione, ma che risultano molto importanti per promuovere salute nei contesti d’appartenenza. Guardando al futuro, ci interroghiamo sull’importanza della creazione di spazi di condivisione e riflessione tra le figure che abitano il contesto scuola. Sarebbe di grande auspicio la programmazione di riunioni periodiche, che aiuterebbero ad analizzare bisogni, condividere esperienze, progettare interventi personalizzati, monitorare l’andamento degli stessi e verificare gli obiettivi educativi, formativi e di sviluppo degli alunni. Sarebbe anche opportuno, ad inizio del mandato, esaminare le competenze professionali e le risorse degli A.S., in funzione delle caratteristiche dell’alunno e dei suoi bisogni, con la finalità di facilitare la relazione e la dimensione emotiva con lo stesso.


Vista la continua crescita e richiesta della figura dell’AS, sarebbe interessante anche costruire e realizzare un lavoro di rete di professionisti, che permetterebbe un confronto ed una elaborazione del proprio ruolo e della propria attività, secondo un’ottica gruppale, di pari-visione e co-costruzione, cara al modello della Psicologia della Salute.

 

Note

[1] Istat, L’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ - A.S. 2019-2020; statistiche report, 9 dicembre 2020.

[2] Bertini, M.; Psicologia della Salute. Dal deviante al viandante; Raffaello Cortina Editore; Milano; 2012.

[3] Istat, L’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ - A.S. 2019-2020; statistiche report, 9 dicembre 2020.

[4] l’approccio dinamico-evolutivo [...] lascia spazio al momento attivo e costruttivo della persona e dei contesti in un processo di realizzazione “nel” e “per” la transazione con le dinamiche socio-ambientali. [...] è alla base di quella dimensione relazionale che richiede, a tutti i livelli, il necessario rispetto e comprensione delle diversità.

[5] l’approccio co-costruttivo trova i suoi fondamenti teorici nel concetto di mutualità, che comprende il bisogno di libertà e di dipendenza non come realtà antinomiche o semplicemente complementari ma l’una condizione dell’altra. Occorre costruire insieme.

[6] l’approccio sistemico concerne un’ottica aperta alla transazione relazionale delle varie componenti, concretamente o virtualmente presenti. “sistema un metodo di osservazione più che un oggetto di osservazione; il processo attraverso il quale un osservatore seleziona un set organizzato e connesso di oggetti associati e interdipendenti, in modo da formare un’unità complessa, una totalità dinamica a cui anche l’osservatore partecipa con il suo fare” (Bertini, 2012, pp. 203-208).



Bibliografia

Braibanti, P. (2015). Ripensare la salute. Per un riposizionamento critico nella psicologia della salute. Franco Angeli Editore, Milano.
Carli R., Dolcetti F., Giovagnoli F., Gurrieri R., Paniccia R. M. (2015) The local culture of the special assistance service in schools of the Province of Rome, La cultura locale del Servizio di assistenza specialistica nelle scuole della Provincia di Roma, Quaderni della Rivista di Psicologia Clinica n° 2.
Ceccacci S., Roberti F. (2016). The Specialist Assistance at school: When the activation of the integrative purpose is the objective, L’Assistenza Specialistica a scuola: Quando l’obiettivo è attivare una funzione integrativa, Quaderni della Rivista di Psicologia Clinica n° 1.
CONAS, (2020). Manifesto Coordinamento Nazionale Assistenti Scolastici.
Dal Passo, F., Laurenti, A. (2017). La scuola italiana. Le riforme del sistema scolastico dal 1848 ad oggi. Novalogos, Aprilia
Giuliano, S., Giovannetti, C., & Civitillo, A. (2015). Prevenire e contenere: Note sul rapporto tra cultura scolastica e studenti diagnosticati. [Prevent and contain: Notes on the relationship between school culture and diagnosed students]. Quaderni della Rivista di Psicologia Clinica, 2, 33-39. Retrieved from http://www.rivistadipsicologiaclinica.it/quaderni
Istat, L’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ - A.S. 2019-2020; statistiche report, 9 dicembre 2020.
Langher V., Ricci M. E., Diamanti S. (2010). La normativa sull’integrazione scolastica dei disabili tra colpa e pretesa. Una ricerca sul fallimento collusivo nel rapporto tra insegnanti e genitori di alunni disabili, Rivista di Psicologia Clinica n.2 – 2010.
Regione Lazio linee guida Assistente Specialistica-Assessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Università Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione Scuola e Università, Diritto allo Studio
Paniccia, R.M., Giovagnoli, F., Di Ruzza, F., Giuliano, S. (2014). Disability in higher middle schools: The specialist assistance as integrative function, La disabilità nelle scuole superiori: L’assistenza specialistica come funzione integrativa, Quaderni della Rivista di Psicologia Clinica n° 2-2014.

Autore: Luisana Rispoli 02 apr, 2023
Nella Giornata mondiale di consapevolezza sull'autismo vogliamo entrare in contatto con i mondi meravigliosi dello spettro. E tu quale superpotere hai?
Autore: Luisana Rispoli 14 mar, 2023
Per la Giornata Mondiale dei Disturbi del Comportamento Alimentare, un articolo dove con la prosa si vuol dare parola a coloro che questo disturbo lo vivono quotidianamente.
Autore: Laura Giovannacci e Cristina Falleri 04 set, 2021
Promuovere l'autonomia di bambine e bambini attraverso il Pedibus: il progetto “ A scuola ci andiamo da soli...anzi con gli amici ”
Autore: Elena Argenti 07 mar, 2021
Il contributo della Psicologia della Salute ai tempi del COVID-19 nel mondo del Terzo settore: “Grandi Storie In Piccoli Spazi”.
Autore: Valeria Maria Ornella Totta 07 giu, 2020
George Floyd. Lo spettacolo della violenza tra rabbia, impotenza e disumanizzazione
Share by: